L’Asprinio di Aversa

L’Asprinio di Aversa è un gioiello nascosto nel panorama vinicolo italiano, un vino bianco che affonda le radici nella storia e nella tradizione della Campania, in particolare nell’area di Aversa e nei comuni limitrofi della provincia di Caserta. Conosciuto per il suo carattere vivace e la sua freschezza, l’Asprinio rappresenta un’esperienza di degustazione unica, capace di sorprendere anche i palati più esigenti.

La storia

La storia dell’Asprinio di Aversa è antica quanto affascinante. Si tratta di un vitigno che vanta una coltivazione millenaria, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Secondo alcune teorie, fu introdotto dai Greci durante le loro colonizzazioni dell’Italia meridionale, mentre altre fonti suggeriscono che potrebbe avere radici ancora più profonde, legate alle popolazioni pre-romane, in particolare alla civiltà etrusca. Quel che è certo è che, nel corso dei secoli, l’Asprinio ha saputo adattarsi perfettamente al territorio aversano, fino a diventare un simbolo di questa terra.

Una delle caratteristiche più peculiari dell’Asprinio di Aversa è il metodo di coltivazione, noto come “alberata aversana”. Questa tecnica tradizionale prevede che le viti crescano in altezza, appoggiate a pioppi o ad altri alberi, raggiungendo anche i 15 metri. Questo metodo non solo ottimizza lo spazio e protegge le piante dai venti forti, ma contribuisce anche a conferire al vino quelle note fresche e floreali che lo rendono così distintivo.

Jacob Philipp Hackert, “La Vendemmia”

Jacob Philipp Hackert, “La Vendemmia”

Un antico vino

Oggi, l’Asprinio di Aversa sta vivendo una vera e propria rinascita, grazie all’impegno di produttori locali che, con passione e dedizione, stanno riscoprendo e valorizzando questo antico vitigno. Il crescente interesse verso vini autentici e territorialmente distintivi ha portato l’Asprinio di Aversa ad essere sempre più apprezzato non solo in Italia, ma anche a livello internazionale.

Degustare un bicchiere di Asprinio significa quindi fare un viaggio attraverso la storia, la cultura e i sapori di una terra ricca di tradizioni, un’esperienza che ogni amante del vino dovrebbe concedersi.

La promozione e la diffusione di questo antico vino è la mission del Consorzio AgerAsprinio.

Le caratteristiche dei vini a DOC Aversa

“Aversa” Asprinio

Colore: giallo paglierino più o meno carico; profumo: intenso, fruttato, caratteristico; sapore: secco, fresco, caratteristico; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol.; acidità totale minima: 6,0 g/l; estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.

“Aversa” Asprinio Spumante

Spuma: fine e persistente; colore: giallo paglierino più o meno intenso; profumo: fine, fragrante, caratteristico; sapore: secco, fresco, caratteristico; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol; acidità totale minima: 7,0 g/l; estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.

L’Asprinio e la tradizione

La coltivazione dell’Asprinio con il sistema delle alberate è un esempio vivente della saggezza e dell’ingegnosità dei viticoltori della Campania, che hanno saputo adattarsi alle caratteristiche del loro territorio e mantenere vive tradizioni che contribuiscono alla diversità e alla ricchezza del patrimonio enologico italiano. Degustare un vino prodotto da uve asprinio è dunque un modo per avvicinarsi a una storia di cultura, di lavoro e di passione che si rinnova di generazione in generazione.

Lo Scalillo

Per la potatura e per la vendemmia, ancora oggi è necessario lo “scalillo”, una scala stretta e alta costruita su misura, che consente di salire fino a 15 metri lungo le viti maritate ai pioppi.  Ci vuole grande equilibrio. Si parla infatti di uomini ragno dell’Asprinio.

Lo scalillo può essere spostato “a spalla, a braccia o addirittura appoggiato all’orecchio per tenere l’equilibrio sentendone le vibrazioni.

fescina agerasprinio

La Fescina

La Fescina è una cesta in vimini con manico in legno ed estremità a punta.

Si usa per raccogliere l’uva. Come un tradizionale paniere napoletano, si cala dall’alto dello scalillo reggendo la corda a cui e legato. Il vendemmiatore che si trova in basso, accoglie la fescina e versa l’uva nella cassetta. E’ un vero e proprio esempio di lavoro di squadra.

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La Vite Maritata al Pioppo

E’ una pratica agricola antica e poetica. Questa tecnica colturale vede la vite abbracciare il tronco di un pioppo, crescendo in verticale, dove si espande in una sorta di danza verde che si svolge sotto il cielo aperto. Il risultato è un paesaggio agrario di straordinaria bellezza, dove le file di pioppi con le viti abbracciate creano un’atmosfera incantata, un richiamo visivo che parla di storia e di profonde radici territoriali.

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La Grotta in tufo

Caverne naturali, scavate nel tufo, una roccia vulcanica porosa e resistente.

Al suo interno, l’aria si fa immediatamente più fresca e umida, un microclima ideale per l’affinamento dell’Asprinio.

Qui, l’Asprinio assorbe l’essenza stessa del tufo, arricchendosi di sfumature minerali. Le grotte in tufo dell’Aversano sono veri e propri santuari dove il vino, per alchimia, diventa espressione autentica di un territorio e della sua storia.

Terra di lavoro, terra di alberate